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Risarcimento Malasanità a Roma

La Capitale detiene il triste primato degli episodi di malasanità in Italia, e purtroppo il futuro non si preannuncia roseo, da questo punto di vista. Gli ospedali sono al collasso, il personale sanitario ha perso di vista l’obiettivo di preservare il paziente da qualsiasi rischio per la salute, i cittadini pagano fior di soldi per servizi sanitari assolutamente scarsi o inefficienti, e a giusta ragione sono indignati.

E’ stato stimato che i casi di malasanità hanno un costo che si aggira sui dieci miliardi all’anno, e a pagarli siamo noi contribuenti. Per questo aumenta sempre più il numero di persone che si rivolge alle associazioni di consumatori, che si occupano di avviare ricorsi legali per ottenere risarcimenti anche collettivi (class action).

Da un esame delle sentenze emesse dal Tribunale civile di Roma nell’arco di tempo che va dal 2001 al 2007, emerge che i casi di malasanità sono stati circa 1583. Negli anni successivi, purtroppo, i dati non sono più confortanti, anzi il fenomeno è in aumento sia a Roma che nel resto del Paese.

I casi di malasanità tragici, come quello di qualche mese fa che riguarda un neonato morto all’Ospedale San Giovanni di Roma per una iniezione di latte al posto della soluzione della terapia che stava seguendo, spesso sono provocati da un sovraccarico di lavoro per i dipendenti pubblici delle strutture ospedaliere, a causa dei tagli alla sanità che il Governo sta applicando da diversi anni.

Secondo l’associazione dei consumatori “Codacons”, il problema della malasanità in Italia tocca anche le condizioni lavorative del personale: medici ed infermieri sono sempre più vessati da turni insostenibili e tagli finanziari. Un altro sconcertante episodio di malasanità romana risale allo scorso mese di Giugno 2012, quando due gemelli dati alla luce al Policlinico Gemelli risultano positivi al test sulla tubercolosi.

Anche altri neonati presenti nell’ospedale romano riscontrano la stessa positività al test sulla tbc. I genitori del piccolo si affidano ad un legale e chiedono un risarcimento pari ad un milione di euro (per il danno biologico ed esistenziale subito).

Il Codacons ha avviato una class action per chiedere il risarcimento dei danni al Policlinico a favore di altre ottantacinque famiglie nella stessa situazione. Per un altro recente caso di malasanità ad oggi sono indagate cento persone (medici, infermieri, personale sanitario) all’Ospedale Policlinico “Umberto I” di Roma.

Una donna di 48 anni viene ricoverata per un aneurisma, ma muore circa un mese dopo per una infezione contratta in ospedale. Dopo una serie di interventi, la donna muore il 7 Ottobre scorso. I familiari della donna chiede di avere spiegazioni circa la triste vicenda, e che siano accertate eventuali responsabilità.

A peggiorare una situazione già precaria, contribuisce il taglio di circa 10 mila posti letto negli ospedali attuato dalla Regione Lazio da una decina di anni a questa parte.

Quali sono le conseguenze? I poveri pazienti sono costretti a sostare anche giornate intere sulle barelle in attesa che si liberi un posto letto in un reparto qualsiasi. Il controllo dei Carabinieri nelle strutture ospedaliere romane ha messo in luce situazioni al limite del paradosso: pazienti in attesa in piedi per ore nel Pronto soccorso, malati che aspettano il loro turno su sedie e poltrone, barelle occupate e non disponibili per le emergenze, mezzi del 118 che aspettano davanti agli ospedali. Spetta ora alla Procura di Roma indagare sulla vicenda ed individuare eventuali responsabili.